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Le nostre tradizioni a Porto-Vecchio

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Martedì grasso e LE LANCER DU COQ

Una tradizione molto antica, tipica di Portovecchi...

Questa usanza, intesa come forma di condivisione e generosità, offriva all'insegnante un ultimo pasto "grasso" prima di entrare nel periodo quaresimale. Gli alunni arrivavano nel cortile della scuola con un gallo avvolto in nastri e lo lanciavano all'insegnante. L'insegnante rincorreva poi i bambini, fingendo di prenderli per farli rimanere in classe. Questo momento, sempre molto apprezzato dagli alunni, rappresentava un giorno di riposo prima delle vacanze di febbraio. 

Il lancio del gallo viene praticato ancora oggi!

Ancora oggi in uso

La Sittimana Santa a Porto-Vecchio

Una tradizione sacra nel cuore della città

Prima del Domenica delle Palme Quando arriva la Giornata dell'Olivo, tutta la popolazione è invitata a partecipare a una bellissima usanza: l'intreccio di rami per creare " Crucetti "e stiddi "o anche campanili "Questa meticolosa preparazione preannuncia l'imminente arrivo della Sittimana Santa. Questa meticolosa preparazione preannuncia l'imminente arrivo della Sittimana Santa, una settimana santa ricca di devozione e cerimonie religiose.

La Sittimana Santa si apre in tre giorni: Mercoledì, Giovedì e Venerdì Santo. Con l'avvicinarsi delle celebrazioni, le campane tacciono, sostituite dal caratteristico suono dei sonagli di legno. Queste melodie particolari chiamano i fedeli a riunirsi per le cerimonie sacre.

Al calar della sera, la cittadella si illumina con migliaia di candele accuratamente accese sui davanzali, creando una scia di luce lungo il percorso della processione. La città si trasforma in uno spettacolo magico, dove fede e tradizione si fondono armoniosamente.

Le Venerdì Santo, I Purtivichjacci si riuniscono, seguendo con fervore la confraternita di Santa Cruci, che apre la Grande Processione. Le strade si riempiono di un'atmosfera solenne, dove ogni passo risuona come un profondo omaggio. La processione del Venerdì Santo è un momento di raccoglimento, meditazione e comunione tra le anime che viaggiano insieme in questa sacra devozione.

Il fine settimana di Pasqua è segnato da una celebrazione finale: " a Mirendella di U Luni di Pasqua ". È un'occasione per famiglie e amici di riunirsi, condividere momenti di convivialità e rafforzare i legami che li uniscono. Il cuore di questo incontro è la "canestra", simbolo di generosità e condivisione, riempita di prelibatezze e dolci tipici della regione.

A Porto-Vecchio, come in tutta la Corsica, la Sittimana Santa è un pilastro essenziale della tradizione e della devozione. Dai giorni di preparazione alla grandiosa processione del Venerdì Santo e alle magiche serate a lume di candela, la Settimana Santa è un'esperienza unica in cui fede e comunità si fondono in perfetta armonia.

Fede e tradizione in perfetta armonia

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San Ghjuvanni: un mix di tradizione, sacro e festa

Festa patronale di Porto-Vecchio

Un'altra attrazione a Portivechju, dove ogni anno risuona una straordinaria festa tradizionale che ammalia tutti i suoi partecipanti. San Ghjuvanni, o San Ghjuvan'Battistu, è molto più di una semplice celebrazione; è un viaggio nel tempo, un'abbagliante fusione tra il sacro e il festivo che riunisce tutti gli abitanti del luogo.

Con l'avvicinarsi del 23 giugno, ogni casa è in fermento. La città si accende di mille fuochi, le fiaccole si preparano a prendere vita nelle mani dei fedeli. I preparativi accurati si estendono per le strette vie, dove vengono confezionati i preziosi sacchi di sale e le spighe di grano, potenti simboli di questa cerimonia.

Al calar della notte, la folla si raduna, riempiendo l'aria di risate e mormorii. La processione illuminata dalle fiaccole prende forma, come un fiume di luci che attraversa l'oscurità.

Ogni persona riceve un sacchetto di sale e una spiga di grano, emblemi di purezza e abbondanza, mentre l'atmosfera si riempie di un'aura sacra. I partecipanti si dirigono devotamente verso il maestoso fuoco. u capanicciu "Qui le erbe profumate scoppiettano con grazia. La muredda, dal profumo ammaliante, e i luminosi bulbi di asfodelo alimentano le fiamme, conferendo alla notte un'atmosfera incantevole.

Il momento tanto atteso finalmente si avvicina: è il momento di attraversare il fuoco, grano e sacchetto di sale in mano, preghiere accorate che si innalzano verso il cielo stellato. Ogni salto è una rinascita, una purificazione, una protezione contro le prove che verranno.

Ma San Ghjuvanni non è solo un rito individuale, è anche una celebrazione dell'unione e della solidarietà. Ragazze e ragazzi si tengono per mano e si librano insieme sopra le fiamme, simboleggiando l'alleanza tra cumpari e cumari. Corone di immortelle, mirto e achillea adornano i loro capelli o le loro mani, testimoniando l'armonia tra uomo e natura.

Questa festa è il riflesso vivente dell'anima di Portivechju, dove le tradizioni secolari si fondono armoniosamente con il ritmo del mondo moderno. Il 24 giugno, dopo una messa solenne e fervente, la gente del posto vive una serata di festa.

Il 24, oltre alla messa, si poteva fare il bagno per la prima volta e la giornata era scandita da giochi ed eventi sociali (corse dei ragazzi del caffè, corsa dei sacchi, ecc.).

È così che San Ghjuvanni resiste, anno dopo anno, trasmettendo il prezioso patrimonio della Corsica di generazione in generazione, unendo i cuori in una comunione unica tra il sacro e il profano, il tradizionale e il contemporaneo.

Se volete immergervi nell'anima della Corsica e vivere un'esperienza in cui il tempo svanisce per lasciare spazio alla magia della tradizione, non cercate oltre. Unitevi a noi nella prossima festa di San Ghjuvanni a Portivechju. Un'esperienza che non dimenticherete mai. Benvenuti nella storia vivente di San Ghjuvanni, dove il passato rivive per offrirvi un futuro radioso.

una data fondamentale

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U LUDDAREDDU

Un'allegoria di luglio

A Portivechju il 31 luglio è una data molto attesa. È il giorno benedetto di "u Luddareddu", il caro piccolo luglio, una festa tradizionale che semina gioia e magia nel cuore di ogni abitante.

Questo giorno era segnato dalla presenza di uno strano personaggio chiamato "paganacciu". Vestito di stracci e fatto di paglia, veniva trascinato su un carro per il paese diversi giorni prima della festa, per raccogliere tutto ciò che sarebbe servito per il grande falò.

Il "paganacciu" simboleggiava il caldo estremo e il duro lavoro che gli abitanti di Portivechju dovevano sopportare a luglio. Infatti, alcuni di loro erano costretti a rimanere in pianura nonostante la canicola, poiché questo mese era cruciale per la rimozione del sughero, la trebbiatura del grano, il taglio e la raccolta del fieno e la raccolta del sale. Il mese di luglio era un periodo di maggiori difficoltà e c'era anche il pericolo molto reale della malaria che incombeva sulla regione.

La notte del 31 luglio hanno dato fuoco al "Luddareddu", un modo per la gente del posto di dire addio a quei mesi difficili segnati dal caldo terribile. Era l'addio ai "sullioni", i caldamoni e la calmona, le grandi ondate di calore che rendevano la vita così dura.

Il giorno di "u Luddareddu" fu una vera e propria festa licenziosa. La strana figura veniva portata in giro per il paese e gli abitanti cantavano e piangevano quando la festa volgeva al termine. Cantavano: "O Luddarè chì ti ni và, o Luddarè comu emu da fà?", una melodia piena di nostalgia per l'uomo che li aveva accompagnati in questi giorni di festa.

Dopo la Liberazione, il significato di "u Luddareddu" assunse un significato politico. Il paganacciu fu eccezionalmente trasformato in Mussolini e appeso per i piedi. Questa messa in scena era un simbolo potente per dimostrare che il fascismo, in quanto male, doveva essere estirpato e lasciato alle spalle.
Oggi, nonostante il passare del tempo, questa tradizione resiste, offrendo uno spettacolo affascinante che incanta Portivechju ogni 31 luglio. Questa festa, intrisa di tradizione e passione, intreccia la storia, la cultura e lo spirito caloroso dell'intera comunità, creando un'esperienza indimenticabile per ogni anima privilegiata che si lascia trascinare da questa festa ammaliante.

Ogni anno, al ritmo dei canti e delle fiamme che danzano nel cielo notturno, "u Luddareddu" unisce i cuori di tutti, rendendo omaggio all'eredità dei nostri antenati e onorando il coraggio dei lavoratori che, nonostante le difficoltà, hanno plasmato questa città con amore.

Una celebrazione al ritmo di canti e fiamme

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